Ricordati. Zachor.

Che quando gli ebrei uscirono dall’Egitto, con tutto quel corteo di miracoli, e finendo in gran pompa con la spaccatura delle acque, non c’era nazione che non guardava gli ebrei a bocca aperta. Tanto che anche Yitro, il gran sacerdote che aveva conosciuto tutte le religioni, raggiunse gli ebrei nel deserto. Voglio diventare uno dei vostri, disse colui che aveva esplorato ogni altra divinità esistente in terra.

Nessun, ma nessun popolo, osava alzare un dito contro quella nazione che aveva messo in ginocchio il Faraone. Che aveva visto miracoli a cui nessuno avrebbe potuto credere. Agli Ebrei invece, erano successi davvero.

Tranne uno.
C’era un popolo che pieno di orgoglio, di arroganza e di sfacciataggine si fece avanti.
Amalek.
No, Amalek non si sarebbe arreso. Avrebbe anche rischiato la più totale sconfitta, al costo di sputare in faccia agli ebrei pieni di gloria.

Questo era Amalek. Un povero popolo arrogante .

L’ebreo che si trovava on top of the world, dopo che Hashem gli aveva mostrato tutta la Sua grandezza, veniva messo in una gelida prova. Ma cosa pensi di aver vinto. Ma chi pensi di essere. Scendi un po’ dalla cima di quella montagna. Se la rideva l’Amalekita, tutto contento di avere gelato lo stomaco dell’ebreo vincente.

Moshe dovette combattere una battaglia spirituale per vincerli, quando gli ebrei guardavano su, verso il loro creatore, si ricordavano chi davvero era in potere, e quelli erano i momenti dove la battaglia era dalla loro parte.
Alla fine vinsero.

Haman non era che un’altro di quella stessa specie. Un’ Amalekita.
L’unica sua vera gioia era vedere la sconfitta degli ebrei.
La sua gioia, da vero Amalekita, era di raffreddare, di spegnere, e deridere l’entusiasmo, la speranza e la fede dell’ebreo.

Haman l’Amalekita non si trova poi così lontano. Se ascolti bene, forse lo senti. Viene spesso a visitare quando ti trovi dopo una nuova conquista, una vittoria, un momento felice.
Quando tutto sembra andare bene, quando il tuo entusiasmo è full power, quando ce l’hai fatta.

Proprio là si presenta, pieno di arroganza prova ad illuderti. Piazza un piccolo cubetto di ghiaccio dentro al tuo intimo. Ecco tieni, calmati un po’. Calma, calma quel tuo entusiasmo. E inizia una piccola battaglia interna. Contro un nemico conosciuto per la sua sfacciataggine.

E quando guardiamo su, allora ci ricordiamo che anche questo nemico alla fine, è stato mandato da D-o. Così, per rafforzare ancora di più la nostra fede in Lui, per diventare una persona ancora più integra, più solida. E allora lo ignoriamo. E vinciamo.

Hashem ce lo ha detto, contro Amalek, non ci sono compromessi. È tutta una menzogna. Non devi credergli neanche un po’.
Il potere lui non lo ha. Ha solo un po’ di Huzpa, sfacciataggine. Tutto qua. E allora mettilo al suo posto.

Cancellalo.
Cancellalo.
Cancellalo.

E guarda su, verso il tuo creatore, verso l’unico Autore della tua vittoria.

Purim Sameach,
Mushki Piha Krawiec

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